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E che io non so soffrire,
è come se un dolore partisse dal fondo del mio cuore
e poi sbattesse nel fondo
dell'anima e dei pensieri,
infrangendosi oltre le barriere dell'essere,
così perdo parti di me,
ho paura di non essere più la stessa,
ho paura di non riuscire a capire più come
ero prima e come sono ora.
"Come stai?" è quello che vorrei chiedere a me stessa
dopo questa dura battaglia,
ma le parole mie escono
e si perdon nel silenzio.
Del resto,
io non posso parlare,
perchè devo far forza a questo corpo,
che è come una casa
con le gambe rotte,
senza fondamenta.
Devo far forza
a questo corpo che è mia croce e delizia,
il mezzo attraverso il quale io devo viver il mondo...
Io non so soffrire
e per questo sorrido.
Io non so soffrire,
è troppo facile.
E allora sorrido
perchè il sorriso mio
è forte come la vita.
Non so soffrire e per questo
allontano la sofferenza,
esco con la fantasia e vado a fare
bolle di sapone con le emozioni
che non riesco a controllare,
io non so soffrire e
guardo il mondo
nel riflesso di una bolla di sapone
lo vedo al contrario,
come se non fosse mai accaduto niente.
Perchè io non so soffrire e rimbalzo
su questo corpo che è mia croce.
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E che giri e rigiri ti ritrovi sempre ad un bivio e la vita ti imprigiona, quando accade ciò che puoi fare è molto altro che scappare, ma imparare ad affrontare le tue paure, perchè solo così puoi diventare migliore.
Liberarti da quel macigno che ti tiene ancorato al pavimento e ricominciare a volare. Sono dell'opinione che siamo tutti sotto il cielo, che la vita è così imprevedibile e sfuggente che non puoi che iniziare a viverla per come ti viene. Così cercando di impugnare le poche armi che hai con il sorriso sulle labbra.
E molte volte nonostante ti sforzi ricevi calci nel sedere. E' la vita che ti "suona" con le sue imprevedibili sorprese, si diverte a farti scherzi per vedere poi tu come te la cavi, per vedere se riesci a vincere.
A furia di pestate qualcosa devi pur sempre ricavare, una sorta di morale, una sorta di spiegazione.
E adesso mi trovo al bivio e sono immobile senza sapere qual'è la strada da intraprendere, con i guantoni da pugile però perchè non riceverò soltanto calci questa volta reagirò e se non posso con le gambe allora pesterò la vita con le braccia, la graffierò con le unghie e la morderò con i denti.
La vita non mi fregherà, perchè non ho nessuna intenzione di perdere o perlomeno se proverà a farlo non mi troverà inerme!
Ho da intraprendere un'altra battaglia e non mi va di perdere, non mi va proprio!
Non è nei miei piani, non è nei miei pensieri, cerco di fare chiarezza, cerco di arrivare alla sostanza delle cose, di capire il perchè accadono o forse non mi soffermo più sulle spiegazioni, le cose accadono e basta!
E che vorrei dire a me tante cose prima di questa battaglia e invece non riesco a dirmi niente è una sorta di blocco non so come definirlo, psicologico, emotivo vorrei comunicare e invece mi chiudo, è strano come in questa incomunicabilità, in questo silenzio col mio io alla fine sento di più il bisogno di me, di ascoltare quello che non riesco a dire e allora sono qui con questo foglio bianco e provo a parlarmi, in vista di giorni difficili, parlo sconfusionato, i miei periodi si confondono e non continuo a capire niente.
Questa confusione non mi fa affatto bene, divento balbuziete, incoerente.
Ma in qualche modo mi preparerò e in qualche modo affronterò anche questa...
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E' mattina, la pioggia batte alle finestre.
La casa si risveglia, il profumino del caffè si diffonde nelle stanze.
C'è qualcuno che continua rivoltarsi nel letto, poi si alza di scatto.
La sveglia suona imperterrita, nessuno la spegne, qualcuno la batte, tentando a tentoni di zittirla.
Tutto si riaccende di vita.
Io sono qui nell'oscurità e ascolto la casa muoversi e palpitare, il rumore della doccia, goccia a goccia mi porta via dal torpore della notte.
Qualche voce dalla cucina mi riporta alla realtà è mia nonna che parla con la mamma sottovoce, per non svegliare nessuno.
Le zampe del mio cagnolino che ticchettano sul pavimento, il suo svegliarmi giocoso con il muso.
E' molto bello affidarsi al giorno così, con quest'aria di famiglia.
Fra meno di due settimane mi mancherà: il rumore della doccia, il bisbiglio, il profumino del caffè, mia sorella che si rigira nel letto e mi ruba le coperte.
La sigla del telegiornale e del meteo, la sveglia di mio padre ad orari strani del mattino.
Odori e sapori di casa che non torneranno, sarà difficile disabituarsi, sarà difficile ammettere di essere cresciuti....
Sarà complicato alzarsi e dare vita a quel motore che risveglia la casa.
Accendere la radio con una canzone per augurarmi buongiorno.
Uscire sul terrazzo a respirare l'aria fresca sorseggiando un caffè amaro e abituarsi ad altri rumori e odori e suoni.
Nuova casa, nuova vita, nuove emozioni.
Nuovo ruolo, nuovo copione.
Che tipo di personaggio sarò?
Come saranno le mie mattine? Chissà...
Intanto mi godo questi risvegli che sanno ancora di famiglia, di cose semplici e belle, di quando ero bambina.
Resto qui nel silenzio e faccio finta di dormire, però intanto rubo ogni cosa e la tengo nascosta in un angolino dell'anima.
La registro la chiudo nel cuore, tanto gli altri non possono sapere che li rubo e li porto con me!
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A volte mi chiedo come faccio a sopportare tutto questo dolore. Mi chiedo perché non cessa. Ci sono giorni in cui il dolore mi fa compagnia è come un accessorio che mi porto dietro, ma non ci faccio caso perché è un dolore sopportabile, oppure io sono più allegra e allora lui è li e io non lo vedo, non lo sento. In altri giorni come oggi è un dolore tagliente come una lama e allora mi trascino come automa, assumo posizioni strane, ma lui è li e spinge forte nel fisico e nell’anima. E non serve né piangere, ne arrabbiarsi perché esso non mi lascia, stringe come una morsa e mi annebbia, mi sconvolge. E’ un dolore oscuro, subdolo, che gioca a divertirsi con il corpo. Immobilizza gli arti e si fa dispettoso, si diverte sorridente del mio affaccendarmi per farlo smettere. Mi piacerebbe parlare con il mio dolore e chiedergli perché gioca a rimpiattino con le mie sensazioni. Ma esso è sordo, indescrivibile. E’ parte del mio essere diventa un tutt’uno, si fonde. E allora io continuo a vivere, per forza di cose, trascinandomi dietro la sua presenza costante. Pugnale avvelenato della mia vita. Non esistono medicine, né parole che possano calmarlo. Non esiste rimedio se non la sopportazione. Sopportare ed andare avanti, sopportare e resistere. Questa la mia vita, questa la mia lotta, la mia guerra personale. Ci sono giorni in cui il dolore manca e quando manca, mi manca! Sembra impossibile! Ma è così. Ormai il dolore è un compagno. E a volte ci si assuefa che sembra di essere diventati masochisti, perché il dolore è anche un subdolo piacere. E’ un modo per punirsi dei propri peccati, degli errori, delle divagazioni futili, dei rimpiati per le cose che non si è fatte e non si è riuscite a fare. Una privazione della vita che ti rende la vita stessa meravigliosa. Perché è la sofferenza che ti fa crescere emotivamente, diventi più sensibile e allora riesci a sentire meglio il mondo e l’universo che scorre e si muove sotto i tuoi piedi. Diventi sensibile e più esposto alla cattiveria, ma anche hai forza di sopportarla, perché ti abitui lentamente a conviverci. Nel dolore sei solo, il mondo ti volta le spalle, ma sei anche in compagnia del tuo dolore, ti analizzi, vedi le reazioni, comprendi che non sei più tu e inizi a capire il senso della paura. E se un giorno non riesci a fare certe cose e ne soffri, nell’altro invece non ne soffri più. Ed ogni passo che fai, ogni movimento diventa subordinato al tuo dolore. Lo aggiri, perché di fondo il tuo sogno è evitarlo. Ma sono rari i casi in cui ci riesci. Però in questo dolore c’è ancora una nota positiva. Le cose belle ti appaiono più belle, sono e diventano conquiste, regali insperati. Se ami, ami di più, se sei felice lo sei di più, se ridi, allora ridi in più e se riesci a fare qualcosa allora diventa 10 volte più bella. Perché nel dolore non esistono mezze misure è tutto amplificato. Il dolore diventa la cassa di risonanza della tua vita, diventa il tuo odio amore, la tua persecuzione e la tua passione. Perché il dolore ti segna, scolpisce dentro di te ferite, e non solo nell’anima, il dolore a me è visibile nel corpo. Nella postura nell’atteggiamento, nel viso tirato, nello sguardo. Non si esce mai incolumi da un dolore, perché lui scava in te percorsi, lui ti segna per sempre. Chissà come uscirò io da questo dolore… Di certo non mi abbatterà! 
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Cammino nel mondo,
e tu ?
Chissà tu dove sei...
Sento dentro di me
il battito del tuo cuore,
sulla pelle le tue carezze.
Quella voce che è diventata
ricordo ormai...
E cammino per il mondo,
sono sola e chissà tu dove sei.
Vorrei afferrare la tua mano,
ma tu sei lontano,
stella irraggiungibile,
contraddizione,
mi fai compagnia,
in giorni in cui
immagino che tu
soltanto sia
frutto della mente mia.
Giorni in cui
so che tu sei mio
e ci sei.
Mi vien voglia
di esser un'altra donna,
urlare il tuo nome
invocare invano il tuo amore.
La follia sottile della fantasia
mi fa tornare indietro,
povera me.
Mi confondo con il sole
e piango per te.
allora mi fondo al cielo,
al mare, al vento,
perchè ogni cosa mi parla di te.
E cammino per il mondo
dentro me soltanto un ricordo
povera me,
ho dentro soltanto
piccoli pezzi di te.
E giro in tondo
e penso che se piangi
a volte
il mondo si accorge di te!
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L'amore muove il mondo, l'amore è lo spirito della vita ed anche il dolore è fatto d'amore...

Si lascia trasportare dall'onda rocambolesca degli eventi e non è male...
Nuota, si tuffa, a volte resta in apnea.
Ma ciò non la preoccupa.
Arriverà il momento di respirare, l'aria inonderà i suoi polmoni.
L'aria fresca della sera...
quella che sa di silenzio e solitudine, di pensieri buoni, di verità.
Di momenti di relax, di pace.
Respirerà a pieni polmoni e sentirà di essere viva ancora un altro giorno, ancora per un pò.
Ancora finchè l'onda non la trascinerà di nuovo, chissà dove, chissà verso quali lidi.
Viaggio accidentato, viaggio emozionale, andrà a sbattere a volte, scivolerà giù, toccherà il fondo, senza aver paura perchè il dolore è una salvezza, il dolore salvifica, punisce e libera.
Strazia, accende, si trasforma in lacrima, libera l'anima...
Il dolore è un flusso, spezza l'onda per un momento e ti fa sembrare che ogni cosa sia finita, ma bisogna ascoltarlo il dolore, perchè esso ti parla e ti dice di te...
Di ciò che sei , di ciò che vuoi al di la del male che provi dentro, ti fa sentire vivo, ti da la forza di lottare.
E riprendi il tuo percorso più forte di prima, più vigoroso, perchè non hai paura e lasciati andare, respirare diventa normale, diventa una emozione unica!
Ti senti fortunato e allora è estasi, è passione è vita!
E' senso e sentimento che si accendono e si inizia sentire di essere parte di un enorme universo, in cui tu, proprio tu sei stato per un momento il vincitore di una battaglia, il vero protagonista!
Hai sfidato l'onda, il mare, il tempo il flusso degli eventi e non c'è adrenalina che tenga!
Non c'è emozione più grande!
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Fuochi nell' aere,
continui bagliori
nel cielo rosso rubino,
scintillii nelle acque
ondeggianti del mare,
brezza della sera
carezza i pensieri
vaganti come onde fluttuanti
è la mia terra,
mia come la felicità
che provo nel cuore
in questo momento
di estasi e incanto...
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Che cosa c’è nel sapore dei ricordi che si fa forte e prepotente nella mente? e diventa note nel vivere amato e non amato Che cosa c’è nel chiarore dei ricordi? Quella sottile malinconia, quel dolce amaro che colora la vita mia. Che cosa c’è tra le foglie degli alberi del tempo nel suono dei ricordi ? La voce di qualcuno Che ti dice sono qui. In te. Non vado via! Che cosa c’è nelle chiavi di un ricordo dentro il cuore? C’è l’indelebile destino dell’amore. C’è ciò che non andrà perduto. E’ quel profumo di una storia che non passa mai. Che cosa c’è nel tocco di un ricordo ? C’è una carezza che ti sfiora il sentimento. Non bisogna viver nel ricordo. Ma ci son ricordi che ti fanno vivere. Son fatti di suoni e di colori, si possono odorare, assaggiare e perfin toccare. Dalle prime note ti sembra di volare. Perché ci son ricordi che si possono sentire, ascoltare, come voci aleggianti sul mare. 
E’ quella musica che irrompe dal passato
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Oggi ho 26 anni… E’ difficile fare bilanci sulla mia vita, del resto ogni anno ne faccio, tra alti e bassi è passato un altro anno e posso dire di essere cresciuta. Nuova torta, nuove candeline da soffiare, dove andrò? Cosa farò? E’ stato l’anno del cambiamento e delle decisioni serie per il futuro. Tra non poco tutto nella mia vita cambierà, la paura è sempre dietro l’angolo, ma la affronto in modo diverso, perché ho un abito verde che è fatto di speranza per un futuro migliore, di fiducia in ciò che sono e sto diventando e la cosa mi fa sorridere, mi mette il buon umore. Starò diventando un po’ più saggia? Oggi è il mio compleanno, è una data importante, perchè faccio bilanci. Guardo a che punto sono arrivata, cosa ho fatto e cosa voglio per il futuro. E mi piace circondarmi delle persone care per festeggiare...Grazie a tutti per la vostra costante presenza vi voglio un gran bene!

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Dipinti d' anima il mio libro di poesie...

Sognare di vivere le stelle..

...La luce delle stelle...

SCRIVIMIPRELEVA IL MIO BANNER ...
La voce delle stelle...
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